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In forma di saluto
Il Firenze, 2 gennaio 2008

Non è semplice prender congedo. Soprattutto l’ultimo dell’anno. Ma ogni cammino giunge, prima o poi, a conclusione. Così la rubrica “Uomo planetario”. Che si chiude, oggi, salutando con gratitudine lo spazio di libertà sperimentato in questi mesi. Cambieranno, probabilmente, molte cose in questo giornale. Ne va preso atto. Userò queste righe, ancora una volta, per svolgere alcune considerazioni. Innanzitutto, per rendere omaggio alla memoria di una donna coraggiosa: Benazir Bhutto. Una figura con una storia politica controversa. Che ha saputo qualificare in modo nuovo con il ritorno nel suo Paese. Un ritorno, non privo di iniziali ambiguità , che ha assunto, però, il senso di una sfida congiunta al potere militarista ed al fondamentalismo islamista. La sua morte ne fa una donnasimbolo.
La sua memoria è un riferimento per le componenti democratiche del Pakistan e del mondo musulmano. Diceva bene, al TG1, Gianni Riotta: bisogna non perdere di vista la concatenazione di realtà politico-culturali che va dall’Indonesia alla Somalia. Bisogna immaginare una politica capace di affrontare la sfida globale (fra democrazia e oscurantismo) che lì è in corso e che tutti ci riguarda. Chi ha a cuore pace e cooperazione deve tenerne conto. Ma ci sono sfide che ci interpellano fin nel cuore delle nostre città. Dove uomini e donne di diversa provenienza devono imparare a convivere. In una difficile combinazione di sicurezza e diritti, dialogo fra religioni e laicità. L’interdipendenza dei destini umani segna, insieme, i grandi scenari internazionali e le realtà locali che vanno imparando a contenere frammenti variegati di umanità. Questa rubrica ha cercato di darne conto in un dialogo con i lettori di cui chi scrive era grato di trovar traccia nei commenti di amici o persone mai viste che, incontrandoti, salutavano . Un dialogo, sui temi controversi del tempo in cui ci è dato vivere, che non mancherà il modo di riprendere per altre vie. Le occasioni non mancheranno. Il 2008 è un concentrato di ricorrenze-simbolo: come i sessanta anni della Costituzione repubblicana e della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Inoltre, l’anno che si apre sarà dedicato all’intercultura. Una multiforme chiamata all’impegno su temi nodali del vivere civile. Di cuore, arrivederci e auguri di buon anno.

Severino Saccardi
Direttore di “Testimonianze”
Consigliere regionale della Toscana
 

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